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Lunedì, Maggio 21, 2018

Perché Investire in Brasile

Nei prossimi anni le imprese di tutto il mondo dovrebbero guardare al Brasile come al più interessante tra i tutti i Paesi emergenti. Il Brasile è composto da 26 stati amministrativi tutti con proprie tradizioni e profili economici che fanno capo a loro volta al Distretto Federale di Brasilia. Un Paese di tale grandezza e diversità non può che rappresentare un’enorme opportunità. Considerato il potenziale per l’investimento, sia le aziende, che tutti coloro che intendono avviare nuove imprese, o diversificare piani d’investimento, piccoli o grandi che siano, troveranno nel Brasile il territorio ideale. Le problematiche dei mercati europei destinati a persistere per i prossimi 10/15 anni e forse oltre, i dissesti finanziari che li indeboliscono e l’assenza di opportunità d’investimento, nonostante la disponibilità di know-how ed efficienti strutture organizzative, rendono il mercato brasiliano molto appetibile sotto il profilo degli investimenti in genere. Non solo, la sua vicinanza agli Stati Uniti d’America e allo stretto di Panana lo pone in una posizione strategica e privilegiata nella rete degli scambi commerciali mondiali.

Il Brasile è il quinto Paese più grande del mondo con una popolazione costituita per più del 60% da giovani e ciò implica un numero ingente di potenziali consumatori. Gli ultimi dati "OCSE" (centro per lo sviluppo per l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), determinano che il tessuto sociale medio, quello che elargisce largo consumo, rappresenta nel 2013 circa il 42% della popolazione, proiettandosi al 2020 con dato vicino al 60%. Il "Paese" dispone di enormi risorse naturali, una base industriale sviluppata, elevati standard nel campo della ricerca scientifica e consistente disponibilità di manodopera a costi competitivi.

Il Brasile è parte del "MERCOSUL o MERCOSUR" (Mercato Comune del Sud e dalla Comunità delle Nazioni del Sud America), ed è inoltre membro dei cinque Paesi che costituiscono le economie "BRICS" (raggruppamento che unisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), ovvero l'insieme dei cinque più grandi Paesi emergenti e con la maggior crescita economica al Mondo, anche dette le economie più dominanti nel mondo entro il 2050.

Il Brasile ha un "GDP" (PIL - Prodotto Interno Lordo), semplicemente troppo grande perché sia ignorato come mercato.

I NUMERI DEL BRASILE

  • Territorio: 8,5 milioni di Kmq.
  • GDP-PIL (dato al 2012): US$ 2,87 trilioni.
  • GDP-PIL pro-capite: US$ 10.804,76.
  • Riserve valutarie: US$ 366 miliardi (luglio 2012).
  • Saldo bilancia dei pagamenti: nel 2 trimestre 2011 pari a US$ 9,8 miliardi.
  • Export: 12%.
  • Inflazione: 5,8%.
  • Investimenti esteri diretti: US$ 84 nel 2012.
  • Popolazione: 190 milioni.
  • Evoluzione demografica annuale: + 3,4 milioni al 2012, destinata a crescere.

Il Brasile ha avuto una media del 6% di crescita annua del "GDP-PIL" nel 2010 e 2011, ad eccezione del 2012. Il Ministero delle Finanze brasiliano ha previsto oltre il 5% di crescita annua fino al 2014. Sono elevate le prospettive di crescita economica che saranno favorite anche dalle riserve finanziarie internazionali molto robuste (US$ 352 miliardi) e dagli investimenti diretti esteri (US$ 77 miliardi nel 2012). Le prospettive di crescita delle importazioni sono elevate ma vi è sempre da considerare l’attenzione del Paese destinata a salvaguardare e favorire la produzione e produttività interna, ragione per la quale è sempre opportuno pensare di stabilire in Brasile una stabile organizzazione. La politica di apertura commerciale, la modernizzazione dell’economia e la necessità di espansione e diversificazione invece agevolano le vendite verso l’estero e altri mercati. La stampa internazionale dedica sempre maggiore attenzione al territorio brasiliano:

  • 7° mercato consumatore;98 milioni di persone economicamente attive;
  • 70 milioni di persone con potere acquisitivo simile alla classe media europea;
  • 30 milioni di nuove persone con potere acquisitivo simile alla classe media europea (entro il 2020);
  • un sistema bancario dei più moderni a livello mondiale;
  • uno dei più avanzati mercati per la creazione pubblicitaria.

Con questi dati ad oggi (con riferimento all’anno 2012), il Brasile è uno dei principali catalizzatori degli investimenti internazionali.

SISTEMA TRIBUTARIO

Il "Sistema Tributario" brasiliano disciplinato dalla Costituzione Federale del 1988 e dal Codice Tributario Nazionale del 1966, insieme a leggi specifiche per ciascun tributo, si contraddistingue per:

- Un sistema federativo a tre livelli.

In Brasile, l'União, gli Estados e i Municípios – rispettivamente governo "Federale Centrale (União)", "Stati Membri (Estados)" e "Comuni (Municípios)", sono enti federativi autonomi. Tra di loro non esiste una gerarchia, ma una semplice divisione di compiti. Ognuno di questi enti è autorizzato a riscuotere e gestire le proprie imposte e tasse, entro i limiti stabili dalla costituzione federale brasiliana del 1988.

- Inesistenza di imposta specifica sul valore aggiunto (IVA).

Non esiste in Brasile un singolo tributo che svolga la funzione d’imposta sul valore aggiunto. La "Nicchia Fiscale" dell'IVA è occupata regolata da tre imposte diverse:

  1. IPI - (Imposto sobre Produtos Industrializados) – di competenza del Governo Federale Centrale (União). L’IPI si applica alla trasformazione industriale.
  2. ICMS - (Imposto sobre Circulação de Mercadorias e Serviços) – di competenza degli Stati Membri (Estados). L'ICMS si applica non a tutti i servizi o prodotti ma solamente a quelli che non sono sottoposti all'ISS.
  3. ISS - (Imposto sobre Serviços) – di competenza dei Comuni (Municípios). L'ISS si applica non a tutti i servizi o prodotti ma solamente a quelli che non sono sottoposti all'ICMS.

Per garantire la competitività e la sopravvivenza di un’impresa nel mercato, diventa quindi necessario un processo di pianificazione fiscale continuo al fine di poter includere correttamente gli oneri fiscali, sia nei "Business Plan" destinati alla nuova iniziativa che nei previsionali utili alla gestione di un’impresa, piccola o grande che essa sia. Il primo passo per l’investitore che vuole entrare nel mercato brasiliano è capire se il carico fiscale, incidente sui suoi prodotti o servizi e sulla sua attività in generale, renderà conveniente o meno l’investimento. Durante la pianificazione tributaria, sarà necessario scegliere per quale regime tributario optare. La scelta non sarà definitiva, poiché modificabile all’inizio di ogni esercizio.

Esistono in Brasile tre tipologie di regimi tributari, non tutti applicabili a tutte le imprese:

  1. LUCRO REAL- indicato per le grandi imprese. In questo regime, il risultato d’esercizio è calcolato detraendo dai ricavi i costi fiscalmente deducibili.
  2. LUCRO PRESUMIDO - indicato per le medie imprese. In questo regime, il risultato d’esercizio è calcolato con una percentuale forfettaria sul fatturato, variabile a seconda che si tratti d’industria e commercio o servizi.
  3. SIMPLES NACIONAL O SUPER SIMPLES - indicato per le micro imprese (fatturato annuale fino a R$ 360.000, circa 140.000 euro) e piccole imprese (fatturato annuale fino a R$ 3.600.000, circa 1.400.000 euro).

In questo regime il contribuente paga le imposte che incidono sulla sua attività, in un unico momento e con un’aliquota unica omnicomprensiva, riducendo il carico fiscale, la propria burocrazia e il rischio di controlli.

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